Analisi sensoriale:cosa percepiamo con i nostri sensi? (2° parte)

Analisi sensoriale:cosa percepiamo con i nostri sensi? (2° parte)

Continua il nostro approfondimento sull’analisi sensoriale e sul perché sia così importante per indirizzare nella giusta traiettoria le azioni aziendali nello sviluppo di nuovi prodotti, nel controllo della qualità e nella comunicazione.
Nella prima parte dell'articolo, abbiamo spiegato quanto sia importante un product test con analisi sensoriale, per misurare la percezione di determinate caratteristiche in un prodotto. Dopo aver descritto i primi due sensi, la vista e l'olfatto, ora è la volta del tatto, gusto e udito.

IL TATTO

Il senso più esteso che abbiamo è il tatto, poiché la sua sede è la pelle. Gli stimoli che riusciamo a ricevere con questo senso sono sia termici (caldo e freddo) che meccanici (consistenza, ruvidità…). Durante l'analisi dei prodotti alimentari le percezioni tattili vengono analizzate dalla mucosa boccale e dalle labbra. Infatti descrittori come la piccantezza, l'astringenza, la masticabilità, la friabilità, la succosità e la viscosità vengono percepite solo al momento dell'assaggio.

IL GUSTO

Il senso che viene utilizzato esclusivamente per i prodotti alimentari (cibo o bevande), ma che dovrebbe rappresentare il driver con maggior peso nella soddisfazione del consumatore, anche se oramai a causa della comunicazione non è sempre così. Possiamo misurare le percezioni gustative di un prodotto attraverso i recettori posizionati nella bocca, che sono in grado di stabilire la presenza di amaro, dolce, salato, sapido, acido e metallico. Come è riportato sopra, la vista può influire sulla percezione del gusto di un consumatore se non rispetta gli standard attesi, ma questo non dovrebbe accadere ad un panel di giudici sensoriali, che sono addestrati per separare la misurazione in base al senso utilizzato.

L'UDITO

Un senso che nell'analisi sensoriale potrebbe sembrare inutile, ma che in realtà ricopre un ruolo importante. Proviamo a pensare alle patatine in sacchetto: se non fanno "crik crok" la percezione è di un prodotto poco croccante, vecchio e umido e non ci invoglia all'assaggio. In caso di prodotti non alimentari, invece, l'importanza dell'udito viene riconosciuta maggiormente. Nel caso di un elettrodomestico, infatti, la scarsa rumorosità è un driver di acquisto, come per le macchine il rombo del motore può attirare target di consumatori differenti.
 

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